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Se la deliberazione è legittima il decreto ingiuntivo dell'amministratore è inopponibile

Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, Cass. civ. Sez. Unite Sentenza del 18/12/2009 n. 26629 Il giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali deve limitarsi a verificare l'esistenza e la permanente efficacia delle relative deliberazioni assembleari, senza poter esercitare in via incidentale, sulla loro validità, quel sindacato che è riservato invece al giudice davanti al quale esse siano state impugnate.

Se la deliberazione è legittima il decreto ingiuntivo dell'amministratore è inopponibile

Procedimento di opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali, Cass. civ. Sez. Unite Sentenza del 18/12/2009 n. 26629 Il giudice dell'opposizione a decreto ingiuntivo emesso per la riscossione di contributi condominiali deve limitarsi a verificare l'esistenza e la permanente efficacia delle relative deliberazioni assembleari, senza poter esercitare in via incidentale, sulla loro validità, quel sindacato che è riservato invece al giudice davanti al quale esse siano state impugnate.

tabelle millesimali ed obblighi di pulizia sui proprietari dei negozi

Contrasto fra l'intitolazione delle tabelle millesimali ed una o più norme del regolamento, obbligo di pagamento delle spese di pulizia e manutenzione anche ai proprietari dei negozi Cass. civ., sez. II, 28 dicembre 2009, n. 27392 Nel caso in cui vi sia un contrasto fra l'intitolazione delle tabelle millesimali ed una o più norme del regolamento condominiale (nel caso di specie, imposizione dell'obbligo di pagamento delle spese di pulizia e manutenzione anche ai proprietari dei negozi situati nello stabile, oltre che ai condomini), la prima va considerata prevalente sulle seconde laddove l'opzione ermeneutica del regolamento condominiale fondata sul mero dato letterale palesemente non collimi con la reale intenzione delle parti.

tabelle millesimali ed obblighi di pulizia sui proprietari dei negozi

Contrasto fra l'intitolazione delle tabelle millesimali ed una o più norme del regolamento, obbligo di pagamento delle spese di pulizia e manutenzione anche ai proprietari dei negozi Cass. civ., sez. II, 28 dicembre 2009, n. 27392 Nel caso in cui vi sia un contrasto fra l'intitolazione delle tabelle millesimali ed una o più norme del regolamento condominiale (nel caso di specie, imposizione dell'obbligo di pagamento delle spese di pulizia e manutenzione anche ai proprietari dei negozi situati nello stabile, oltre che ai condomini), la prima va considerata prevalente sulle seconde laddove l'opzione ermeneutica del regolamento condominiale fondata sul mero dato letterale palesemente non collimi con la reale intenzione delle parti.
Le annotazioni contabili effettuate dal portiere non sono utilizzabili ai fini della ricostruzione delle spese sostenute dal condominio (26/11/2009) Corte d'Appello Napoli Sezione II Civile, Sentenza del 1 settembre 2009, n. 2593 La quantificazione delle spese sostenute dal condominio può essere effettuata unicamente sulla base della documentazione fiscalmente idonea e cioè recante data certa, nonché l'identificazione dei soggetti che effettuano e ricevono le prestazioni e l'identificazione precisa della spesa; gli scritti e le annotazioni provenienti da terze persone, anche se legate al condominio da un rapporto di lavoro, come accade per i portieri, non solo non sono utilizzabili a tale medesimo fine, ma non hanno alcun valore probatorio circa l'esistenza di entrate o uscite imputabili al condominio.
Le annotazioni contabili effettuate dal portiere non sono utilizzabili ai fini della ricostruzione delle spese sostenute dal condominio (26/11/2009) Corte d'Appello Napoli Sezione II Civile, Sentenza del 1 settembre 2009, n. 2593 La quantificazione delle spese sostenute dal condominio può essere effettuata unicamente sulla base della documentazione fiscalmente idonea e cioè recante data certa, nonché l'identificazione dei soggetti che effettuano e ricevono le prestazioni e l'identificazione precisa della spesa; gli scritti e le annotazioni provenienti da terze persone, anche se legate al condominio da un rapporto di lavoro, come accade per i portieri, non solo non sono utilizzabili a tale medesimo fine, ma non hanno alcun valore probatorio circa l'esistenza di entrate o uscite imputabili al condominio.

Prescrizione nell'appalto: dies a quo

Garanzia per vizi, conoscenza dei difetti dopo l'esecuzione delle riparazioni, termine di prescrizione (17/11/2009) Cass. Civile, Sezione II, 29 ottobre 2009 n. 20853 Il principio secondo cui, in caso di riparazioni eseguite dall'appaltatore a seguito di denuncia dei vizi dell'opera da parte del committente, il termine decennale di prescrizione previsto dall'art. 1669 c.c., inizia a decorrere ex novo dall'esecuzione dei lavori, dovendosi intendere questa come riconoscimento dei vizi (ex multis: Cass. 13/93) va coordinato con il principio (ex multis: Cass. 567/05) secondo cui il termine in questione inizia a decorrere dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti (Di conseguenza, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l'esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell'inefficacia di queste, il termine prescrizionale deve farsi decorrere da ...

Prescrizione nell'appalto: dies a quo

Garanzia per vizi, conoscenza dei difetti dopo l'esecuzione delle riparazioni, termine di prescrizione (17/11/2009) Cass. Civile, Sezione II, 29 ottobre 2009 n. 20853 Il principio secondo cui, in caso di riparazioni eseguite dall'appaltatore a seguito di denuncia dei vizi dell'opera da parte del committente, il termine decennale di prescrizione previsto dall'art. 1669 c.c., inizia a decorrere ex novo dall'esecuzione dei lavori, dovendosi intendere questa come riconoscimento dei vizi (ex multis: Cass. 13/93) va coordinato con il principio (ex multis: Cass. 567/05) secondo cui il termine in questione inizia a decorrere dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti (Di conseguenza, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l'esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell'inefficacia di queste, il termine prescrizi...

Limitazioni all'uso delle proprietà esclusive e regolamento di condominio

Regolamento di condominio, presenza di clausole limitatrici dell'uso delle proprietà esclusive, divieti imposti (17/11/2009) Cassazione civile , sez. II, sentenza 18/09/2009 n. 20237 Il regolamento di condominio può contenere delle clausole limitatrici delle facoltà d'uso delle porzioni di piano di proprietà esclusiva. Tali clausole sono legittime anche nel caso in cui sia stato adottato il criterio misto, ossia qualora tali limitazioni siano state indicate sia attraverso l'indicazione degli usi espressamente non consentiti, sia facendo riferimento ai pregiudizi che un uso (non consentito) potrebbe comportare.

Limitazioni all'uso delle proprietà esclusive e regolamento di condominio

Regolamento di condominio, presenza di clausole limitatrici dell'uso delle proprietà esclusive, divieti imposti (17/11/2009) Cassazione civile , sez. II, sentenza 18/09/2009 n. 20237 Il regolamento di condominio può contenere delle clausole limitatrici delle facoltà d'uso delle porzioni di piano di proprietà esclusiva. Tali clausole sono legittime anche nel caso in cui sia stato adottato il criterio misto, ossia qualora tali limitazioni siano state indicate sia attraverso l'indicazione degli usi espressamente non consentiti, sia facendo riferimento ai pregiudizi che un uso (non consentito) potrebbe comportare.

Condomini Morosi e Amministratore cessato dalla carica: esazione

Tribunale di Salerno, Sez. I, sentenza del 06/06/2009 Una volta identificati i condomini morosi, incombe sull'amministratore del condominio, in ragione dell'ufficio privato conferitogli con la nomina, il potere-dovere di attivarsi per l'esazione delle quote dovute e non versate dai medesimi condomini morosi, posto che l'amministratore cessato dalla carica in base all'art. 1720 c.c., ed al contratto di mandato in precedenza intercorrente con i condomini, può agire per recuperare le somme anticipate nell'interesse del condominio, sia nei confronti del condominio in persona del nuovo amministratore che lo ha sostituito nell'incarico, sia pro-quota nei confronti dei singoli condomini.

Condomini Morosi e Amministratore cessato dalla carica: esazione

Tribunale di Salerno, Sez. I, sentenza del 06/06/2009 Una volta identificati i condomini morosi, incombe sull'amministratore del condominio, in ragione dell'ufficio privato conferitogli con la nomina, il potere-dovere di attivarsi per l'esazione delle quote dovute e non versate dai medesimi condomini morosi, posto che l'amministratore cessato dalla carica in base all'art. 1720 c.c., ed al contratto di mandato in precedenza intercorrente con i condomini, può agire per recuperare le somme anticipate nell'interesse del condominio, sia nei confronti del condominio in persona del nuovo amministratore che lo ha sostituito nell'incarico, sia pro-quota nei confronti dei singoli condomini.

I singoli condomini possono chiedere l'equa riparazione se ... la vexata quaestio condominiale si protrae troppo a lungo!!!!

l’amministratore non può chiedere allo Stato l’equa riparazione per un processo troppo lento. La Corte di cassazione , con la sentenza n. 22558 del 22 ottobre 2009, ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia rovesciando la decisione di merito. I singoli condomini, ha precisato Piazza Cavour, possono agire personalmente se la causa condominiale è andata troppo per le lunghe mentre il condominio, non avendo personalità giuridica, resta inerme di fronte alle lungaggini processuali. i commentatori dell’articolo però concludono male: “Una notizia che farà felice i tecnici di via Arenula alle prese da qualche anno a questa parte coi conti sull’equa riparazione che è una delle voci di debito che più pesa allo Stato italiano. Tanto più in materia condominiale dove il contenzioso è tanto e spesso si protrae per molti anni.”, ignorando che viceversa si apre il portone del ricorso per ogni singolo condomino il che è sicuramente peggio per i tecnici di via ARENULA…..

I singoli condomini possono chiedere l'equa riparazione se ... la vexata quaestio condominiale si protrae troppo a lungo!!!!

l’amministratore non può chiedere allo Stato l’equa riparazione per un processo troppo lento. La Corte di cassazione , con la sentenza n. 22558 del 22 ottobre 2009, ha accolto il ricorso del Ministero della Giustizia rovesciando la decisione di merito. I singoli condomini, ha precisato Piazza Cavour, possono agire personalmente se la causa condominiale è andata troppo per le lunghe mentre il condominio, non avendo personalità giuridica, resta inerme di fronte alle lungaggini processuali. i commentatori dell’articolo però concludono male: “Una notizia che farà felice i tecnici di via Arenula alle prese da qualche anno a questa parte coi conti sull’equa riparazione che è una delle voci di debito che più pesa allo Stato italiano. Tanto più in materia condominiale dove il contenzioso è tanto e spesso si protrae per molti anni.”, ignorando che viceversa si apre il portone del ricorso per ogni singolo condomino il che è sicuramente peggio per i tecnici di via ARENULA…..

Decreto Ingiuntivo dell'Amministratore di Condominio: si può chiedere anche sulla base del bilancio preventivo

Morosità condominiale: per il recupero l'amministratore può chiedere l'emissione del decreto ingiuntivo anche sulla base del bilancio preventivo di Gianfranco Di Rago Per il recupero della morosità condominiale l'amministratore può chiedere l'emissione del decreto ingiuntivo anche sulla base del bilancio preventivo. Lo ha confermato in maniera espressa la Corte di Cassazione, sezione seconda civile, con la sentenza n. 24299, depositata lo scorso 29 settembre 2008, con la quale è stato chiarito in maniera definitiva quello che la Suprema Corte ha definito un "principio informatore della gestione condominiale".Il fatto. Nel caso in questione due condomini in ritardo nel pagamento degli oneri condominiali avevano presentato opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso contro di loro dal Giudice di Pace su richiesta dell'amministratore per un credito di € 759,29. L'istanza in questione era stata presentata sulla scorta di quanto previsto dall'art....

Decreto Ingiuntivo dell'Amministratore di Condominio: si può chiedere anche sulla base del bilancio preventivo

Morosità condominiale: per il recupero l'amministratore può chiedere l'emissione del decreto ingiuntivo anche sulla base del bilancio preventivo di Gianfranco Di Rago Per il recupero della morosità condominiale l'amministratore può chiedere l'emissione del decreto ingiuntivo anche sulla base del bilancio preventivo. Lo ha confermato in maniera espressa la Corte di Cassazione, sezione seconda civile, con la sentenza n. 24299, depositata lo scorso 29 settembre 2008, con la quale è stato chiarito in maniera definitiva quello che la Suprema Corte ha definito un "principio informatore della gestione condominiale".Il fatto. Nel caso in questione due condomini in ritardo nel pagamento degli oneri condominiali avevano presentato opposizione avverso il decreto ingiuntivo emesso contro di loro dal Giudice di Pace su richiesta dell'amministratore per un credito di € 759,29. L'istanza in questione era stata presentata sulla scorta di quanto previsto dall'art....