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Visualizzazione dei post da novembre 22, 2009

Rito sommario di cognizione: le prime pronunce

Rito sommario di cognizione Rito sommario di cognizione: la prima decisione (illustrativa) è del Tribunale di Varese Il rito sommario non può iscriversi nell’alveo dei procedimenti a cognizione sommaria. Pare, in particolare, da condividere l’opinione di chi ha parlato di “rito semplificato” di cognizione. L’ultimo momento utile per delimitare il ventaglio delle richieste istruttorie è l’udienza di prima comparizione, ove le parti possono specificare le prove già richieste nei propri atti o formulare istanza per quelle determinate dall’altrui difesa. Le parti possono formulare richieste istruttorie sino alla pronuncia del giudice in ordine alla decidibilità della controversia con le forme del sommario (art. 702-ter, comma V, c.p.c.) e, dunque, sino all’ordinanza che provvede sulle richieste di prova indicando gli atti di istruzione ritenuti rilevanti. In ordine alla decidibilità nelle forme del sommario (…) il giudice è chiamato a valutare nell’ordine: a. l’oggetto “originario” del pr...

Rito sommario di cognizione: le prime pronunce

Rito sommario di cognizione Rito sommario di cognizione: la prima decisione (illustrativa) è del Tribunale di Varese Il rito sommario non può iscriversi nell’alveo dei procedimenti a cognizione sommaria. Pare, in particolare, da condividere l’opinione di chi ha parlato di “rito semplificato” di cognizione. L’ultimo momento utile per delimitare il ventaglio delle richieste istruttorie è l’udienza di prima comparizione, ove le parti possono specificare le prove già richieste nei propri atti o formulare istanza per quelle determinate dall’altrui difesa. Le parti possono formulare richieste istruttorie sino alla pronuncia del giudice in ordine alla decidibilità della controversia con le forme del sommario (art. 702-ter, comma V, c.p.c.) e, dunque, sino all’ordinanza che provvede sulle richieste di prova indicando gli atti di istruzione ritenuti rilevanti. In ordine alla decidibilità nelle forme del sommario (…) il giudice è chiamato a valutare nell’ordine: a. l’oggetto “origi...

vendita ed affitto di posti auto condominiali

Quando il condominio puo’ vendere o affittare il posto auto? (16/11/2009) La legge Tognoli, all’art. 9 n. 122/89, volendo sostenere gli interventi di ampliamento dei condomini, quali la costruzione a piano terra o nei sotterranei di parcheggi, ha previsto che sia sufficiente, a tal fine, il consenso della maggioranza degli intervenuti e/o 500 millesimi. Nel caso in cui un condominio abbia la possibilità di realizzare più posti auto, che superino il numero previsto dalla legge,ossia un posto auto per ogni unità immobiliare, questi può optare per la vendita e/o locazione degli stessi. Condicio sine qua non per la loro alienazione è una delibera presa all’unanimità, per la locazione, invece, è sufficiente la maggioranza regolamentare. Sempre nell’ottica degli interventi di ampliamento, l’art. 1127 del codice civile prevede la possibilità per il proprietario, dell’ultimo piano o del lastrico solare, di elevare altri piani nel rispetto degli standard urbanistici ed edilizi, dei regolamenti ...

vendita ed affitto di posti auto condominiali

Quando il condominio puo’ vendere o affittare il posto auto? (16/11/2009) La legge Tognoli, all’art. 9 n. 122/89, volendo sostenere gli interventi di ampliamento dei condomini, quali la costruzione a piano terra o nei sotterranei di parcheggi, ha previsto che sia sufficiente, a tal fine, il consenso della maggioranza degli intervenuti e/o 500 millesimi. Nel caso in cui un condominio abbia la possibilità di realizzare più posti auto, che superino il numero previsto dalla legge,ossia un posto auto per ogni unità immobiliare, questi può optare per la vendita e/o locazione degli stessi. Condicio sine qua non per la loro alienazione è una delibera presa all’unanimità, per la locazione, invece, è sufficiente la maggioranza regolamentare. Sempre nell’ottica degli interventi di ampliamento, l’art. 1127 del codice civile prevede la possibilità per il proprietario, dell’ultimo piano o del lastrico solare, di elevare altri piani nel rispetto degli standard urbanistici ed ...

Prescrizione nell'appalto: dies a quo

Garanzia per vizi, conoscenza dei difetti dopo l'esecuzione delle riparazioni, termine di prescrizione (17/11/2009) Cass. Civile, Sezione II, 29 ottobre 2009 n. 20853 Il principio secondo cui, in caso di riparazioni eseguite dall'appaltatore a seguito di denuncia dei vizi dell'opera da parte del committente, il termine decennale di prescrizione previsto dall'art. 1669 c.c., inizia a decorrere ex novo dall'esecuzione dei lavori, dovendosi intendere questa come riconoscimento dei vizi (ex multis: Cass. 13/93) va coordinato con il principio (ex multis: Cass. 567/05) secondo cui il termine in questione inizia a decorrere dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti (Di conseguenza, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l'esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell'inefficacia di queste, il termine prescrizionale deve farsi decorrere da ...

Prescrizione nell'appalto: dies a quo

Garanzia per vizi, conoscenza dei difetti dopo l'esecuzione delle riparazioni, termine di prescrizione (17/11/2009) Cass. Civile, Sezione II, 29 ottobre 2009 n. 20853 Il principio secondo cui, in caso di riparazioni eseguite dall'appaltatore a seguito di denuncia dei vizi dell'opera da parte del committente, il termine decennale di prescrizione previsto dall'art. 1669 c.c., inizia a decorrere ex novo dall'esecuzione dei lavori, dovendosi intendere questa come riconoscimento dei vizi (ex multis: Cass. 13/93) va coordinato con il principio (ex multis: Cass. 567/05) secondo cui il termine in questione inizia a decorrere dal momento in cui il committente consegua un apprezzabile grado di conoscenza oggettiva della gravità dei difetti (Di conseguenza, nel caso in cui la sufficiente conoscenza dei difetti sia stata raggiunta soltanto dopo l'esecuzione delle riparazioni ed in conseguenza dell'inefficacia di queste, il termine prescrizi...

Limitazioni all'uso delle proprietà esclusive e regolamento di condominio

Regolamento di condominio, presenza di clausole limitatrici dell'uso delle proprietà esclusive, divieti imposti (17/11/2009) Cassazione civile , sez. II, sentenza 18/09/2009 n. 20237 Il regolamento di condominio può contenere delle clausole limitatrici delle facoltà d'uso delle porzioni di piano di proprietà esclusiva. Tali clausole sono legittime anche nel caso in cui sia stato adottato il criterio misto, ossia qualora tali limitazioni siano state indicate sia attraverso l'indicazione degli usi espressamente non consentiti, sia facendo riferimento ai pregiudizi che un uso (non consentito) potrebbe comportare.

Limitazioni all'uso delle proprietà esclusive e regolamento di condominio

Regolamento di condominio, presenza di clausole limitatrici dell'uso delle proprietà esclusive, divieti imposti (17/11/2009) Cassazione civile , sez. II, sentenza 18/09/2009 n. 20237 Il regolamento di condominio può contenere delle clausole limitatrici delle facoltà d'uso delle porzioni di piano di proprietà esclusiva. Tali clausole sono legittime anche nel caso in cui sia stato adottato il criterio misto, ossia qualora tali limitazioni siano state indicate sia attraverso l'indicazione degli usi espressamente non consentiti, sia facendo riferimento ai pregiudizi che un uso (non consentito) potrebbe comportare.

Piscina Condominiale e annegamento: Chi Paga?????

Morte per annegamento nella piscina di proprietà del condominio, accesso non autorizzato, responsabilità (17/11/2009) Cass. .Civ., III sez., sentenza del 28/10/2009, n. 22807 In tema di responsabilità per cose in custodia, l'esistenza di un fattore estraneo alla sfera soggettiva del custode, idoneo ad interrompere il nesso causale tra la cosa custodita e l'evento verificato e l'imprevedibilità del medesimo valgono ad escludere la responsabilità di cui all'art. 2051 c.c.. Nel caso in esame la Corte ha pure escluso la responsabilità ex art. 2043 c.c. per la morte in piscina di colui che, estraneo al Condominio e pur non sapendo nuotare, vi si è introdotto al di fuori dell'orario di apertura. Nelle motivazioni della sentenza si legge: "Infatti, e' incontestato tra le parti che il Fe. era estraneo al condominio; che egli sapeva nuotare da "principiante" e, quindi, e' stato quanto meno imprudente nell'avventurarsi nella piscina; che la sua cond...