Post

Visualizzazione dei post da aprile 5, 2009

Caduta dalle scale bagnate: il custode non risarcisce il danno se il pericolo era evidente

16/03/2009) Se cadi sulle scale bagnate del condominio il custode non risarcisce il danno sofferto se il pericolo era evidente Avv. Valter Marchetti Cass. civ., Sez. III, sentenza 19 giugno 2008, n. 16607 Il fatto ed i giudizi di primo e secondo grado. Una signora era scivolata nell'atrio dell'edificio codominiale a causa della cera applicata dal custode dello stabile, combinata con l’acqua piovana trasportata dal passaggio degli inquilini. La stessa conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano il Condominio milanese per sentirlo condannare al risarcimento dei danni da essa patiti ai sensi dell'art. 2051 cc, quale custode delle parti comuni dell'edificio o, in subordine, ai sensi dell'art. 2043 CC. Il Condominio si costituiva chiedendo il rigetto dell’avversa domanda.Il Tribunale adito rigettava le domande e, dopo la proposizione da parte della signora dell'appello, resistito dall'appellato, che a sua volta spiegava appello incidentale relativamente...

Caduta dalle scale bagnate: il custode non risarcisce il danno se il pericolo era evidente

16/03/2009) Se cadi sulle scale bagnate del condominio il custode non risarcisce il danno sofferto se il pericolo era evidente Avv. Valter Marchetti Cass. civ., Sez. III, sentenza 19 giugno 2008, n. 16607 Il fatto ed i giudizi di primo e secondo grado. Una signora era scivolata nell'atrio dell'edificio codominiale a causa della cera applicata dal custode dello stabile, combinata con l’acqua piovana trasportata dal passaggio degli inquilini. La stessa conveniva in giudizio dinanzi al Tribunale di Milano il Condominio milanese per sentirlo condannare al risarcimento dei danni da essa patiti ai sensi dell'art. 2051 cc, quale custode delle parti comuni dell'edificio o, in subordine, ai sensi dell'art. 2043 CC. Il Condominio si costituiva chiedendo il rigetto dell’avversa domanda.Il Tribunale adito rigettava le domande e, dopo la proposizione da parte della signora dell'appello, resistito dall'appellato, che a sua volta spiegava appello incidentale relativamente...

residenza anagrafica e agevolazioni prima casa

(09/04/2009) La residenza anagrafica del contribuente costituisce requisito indispensabile per usufruire delle agevolazioni prima casa Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, sentenza del 16 aprile 2008, n. 9949 il contribuente non ha diritto al beneficio delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa quando, pur essendosi già trasferito nell’immobile comperato, non risulta ancora all’anagrafe come residente. Sella sentenza della Cassazione 9949/2008, si legge: "il tenore letterale della disposizione contenuta nell’art. 2, D.L. n. 12/1985, in tema di agevolazioni per l’acquisto della c.d. prima casa induce a ritenere insufficiente la circostanza che l’acquirente abbia trasferito la propria residenza nell’immobile compravenduto laddove detta modificazione non sia recepita presso l’ufficio dell’anagrafe. Conseguentemente, è irrilevante alla data dell’acquisto la residenza di fatto difforme da quella fatta constare dall’esame delle iscrizioni all’anagrafe della popolazione...

residenza anagrafica e agevolazioni prima casa

(09/04/2009) La residenza anagrafica del contribuente costituisce requisito indispensabile per usufruire delle agevolazioni prima casa Corte di Cassazione, Sez. Tributaria, sentenza del 16 aprile 2008, n. 9949 il contribuente non ha diritto al beneficio delle agevolazioni fiscali per l’acquisto della prima casa quando, pur essendosi già trasferito nell’immobile comperato, non risulta ancora all’anagrafe come residente. Sella sentenza della Cassazione 9949/2008, si legge: "il tenore letterale della disposizione contenuta nell’art. 2, D.L. n. 12/1985, in tema di agevolazioni per l’acquisto della c.d. prima casa induce a ritenere insufficiente la circostanza che l’acquirente abbia trasferito la propria residenza nell’immobile compravenduto laddove detta modificazione non sia recepita presso l’ufficio dell’anagrafe. Conseguentemente, è irrilevante alla data dell’acquisto la residenza di fatto difforme da quella fatta constare dall’esame delle iscrizioni all’anagrafe della popolazione...

Infiltrazioni causate da terrazzo a livello deteriorato: la responsabilità segue l'art. 1126 c.c.

(07/04/2009) Risarcimento danni, infiltrazioni di acqua provenienti dalla terrazza deteriorata per difetto di manutenzione Cassazione, civ. Sez. III, del 12 dicembre 2008 n. 29212 In tema di condominio, la terrazza a livello, anche se di proprietà o in godimento esclusivo di un singolo condomino, assolve anche alla stessa funzione di copertura del lastrico solare posto alla sommità dell'edificio nei confronti degli appartamenti sottostanti. Ne consegue che a norma dell'art. 1126 c.c., alla manutenzione della terrazza a livello sono tenuti, a norma della stessa disposizione, tutti i condomini cui la terrazza funge da copertura, in concorso con l'eventuale proprietario superficiario o titolare del diritto di uso esclusivo. Conseguentemente, dei danni cagionati all'appartamento sottostante da infiltrazioni di acqua provenienti dalla terrazza deteriorata per difetto di manutenzione devono rispondere tutti i condomini tenuti alla sua manutenzione, secondo i criteri di ripar...

Infiltrazioni causate da terrazzo a livello deteriorato: la responsabilità segue l'art. 1126 c.c.

(07/04/2009) Risarcimento danni, infiltrazioni di acqua provenienti dalla terrazza deteriorata per difetto di manutenzione Cassazione, civ. Sez. III, del 12 dicembre 2008 n. 29212 In tema di condominio, la terrazza a livello, anche se di proprietà o in godimento esclusivo di un singolo condomino, assolve anche alla stessa funzione di copertura del lastrico solare posto alla sommità dell'edificio nei confronti degli appartamenti sottostanti. Ne consegue che a norma dell'art. 1126 c.c., alla manutenzione della terrazza a livello sono tenuti, a norma della stessa disposizione, tutti i condomini cui la terrazza funge da copertura, in concorso con l'eventuale proprietario superficiario o titolare del diritto di uso esclusivo. Conseguentemente, dei danni cagionati all'appartamento sottostante da infiltrazioni di acqua provenienti dalla terrazza deteriorata per difetto di manutenzione devono rispondere tutti i condomini tenuti alla sua manutenzione, secondo i criteri di ripar...

L'indennità per i miglioramenti spetta esclusivamente se c'è il consenso del locatore

(06/04/2009) Nessuna indennità per i miglioramenti effettuati dal conduttore senza il consenso del locatore Cassazione Civile, Sezione III, sentenza del 30 gennaio 2009 n. 2494 Il diritto del conduttore all'indennità per i miglioramenti della cosa locata presuppone, ex art 1592 c.c., che le relative opere siano state eseguite con il consenso del locatore. Il consenso, il quale importa una valutazione sia riguardo all'opportunità che alla convenienza delle opere stesse, non può essere considerato implicito o desumersi da atti di tolleranza, ma deve risultare da una manifestazione esplicita ed inequivoca di volontà, senza la quale deve ritenersi applicabile il principio secondo cui il conduttore non ha diritto all'indennità per i miglioramenti apportati al bene oggetto di locazione senza il consenso del locatore. Con la recente pronuncia, la Suprema Corte, in ottemperanza ad un forte orientamento giurisprudenziale, ribadisce che il conduttore non ha diritto ad alcuna indenn...

L'indennità per i miglioramenti spetta esclusivamente se c'è il consenso del locatore

(06/04/2009) Nessuna indennità per i miglioramenti effettuati dal conduttore senza il consenso del locatore Cassazione Civile, Sezione III, sentenza del 30 gennaio 2009 n. 2494 Il diritto del conduttore all'indennità per i miglioramenti della cosa locata presuppone, ex art 1592 c.c., che le relative opere siano state eseguite con il consenso del locatore. Il consenso, il quale importa una valutazione sia riguardo all'opportunità che alla convenienza delle opere stesse, non può essere considerato implicito o desumersi da atti di tolleranza, ma deve risultare da una manifestazione esplicita ed inequivoca di volontà, senza la quale deve ritenersi applicabile il principio secondo cui il conduttore non ha diritto all'indennità per i miglioramenti apportati al bene oggetto di locazione senza il consenso del locatore. Con la recente pronuncia, la Suprema Corte, in ottemperanza ad un forte orientamento giurisprudenziale, ribadisce che il conduttore non ha diritto ad alcuna indenn...

Novara dopo le Sezioni Unite in tem di danno morale ed esistenziale: non sono in re ipsa

Nota a sentenza 30.03.08 Danno non patrimoniale: il Tribunale di Novara si pronuncia dopo le Sezioni Unite Nota a Tribunale di Novara, Sentenza 16 febbraio 2009, n.23 Avv. Monica Bombelli Avv. Matteo Iato in www.filodiritto.com Il Tribunale di Novara Sezione Lavoro si è pronunciato sul danno non patrimoniale, con la sentenza n. 23 del 4/2/2009, depositata il 16/2/2009 . La pronuncia è interessante perché stata resa dopo la nota sentenza SS.UU. 26972/2008 e costituisce un’applicazione pratica dei principi dettati dalla Cassazione in consesso plenario. ‘Casus belli’ per il Tribunale di Novara un infortunio sul lavoro. Un operaio si frattura una mano mentre sta sostituendo la punta di un trapano. Risulta che la macchina non avesse le protezioni di legge e che l’operaio non avesse seguito le dovute procedure di sicurezza. L’operaio ricorre avanti al Tribunale di Novara chiedendo il risarcimento dei danni subiti.Il Giudice di Novara rilevava la responsabilità del datore di lavoro ex art....

Novara dopo le Sezioni Unite in tem di danno morale ed esistenziale: non sono in re ipsa

Nota a sentenza 30.03.08 Danno non patrimoniale: il Tribunale di Novara si pronuncia dopo le Sezioni Unite Nota a Tribunale di Novara, Sentenza 16 febbraio 2009, n.23 Avv. Monica Bombelli Avv. Matteo Iato in www.filodiritto.com Il Tribunale di Novara Sezione Lavoro si è pronunciato sul danno non patrimoniale, con la sentenza n. 23 del 4/2/2009, depositata il 16/2/2009 . La pronuncia è interessante perché stata resa dopo la nota sentenza SS.UU. 26972/2008 e costituisce un’applicazione pratica dei principi dettati dalla Cassazione in consesso plenario. ‘Casus belli’ per il Tribunale di Novara un infortunio sul lavoro. Un operaio si frattura una mano mentre sta sostituendo la punta di un trapano. Risulta che la macchina non avesse le protezioni di legge e che l’operaio non avesse seguito le dovute procedure di sicurezza. L’operaio ricorre avanti al Tribunale di Novara chiedendo il risarcimento dei danni subiti.Il Giudice di Novara rilevava la responsabilità del datore di lavoro ex art....

non ha valore di confessione l'ammissione che un determinato evento dannoso sia ascrivibie alla propria colpa in tema di art. 2054 c.c.

Cassazione Sezione III 3 marzo 2009, n.5057 - (402) Assicurazioni,circolazione stradale,concorso di colpa, interrogatorio,valore delle dichiarazioni fonte: http://www.unarca.it/Portals/0/cass%20civ.pdf "doveva essere affermata la presunzione di eguale concorso di colpa dei due conducenti ai sensi dell’ art, 2054 c.c., essendo irrilevante la mancata risposta del N. all'interrogatorio formale deferitogli, considerato che la legge consente di desumere solo elementi indiziari dalla mancata risposta della parte all'interrogatorio e che, nel caso di specie, le circostanze sulle quale l'interrogatorio avrebbe dovuto essere reso dal M. non erano affatto rilevanti, al fini dell'accertamento delle modalita' concrete del sinistro Del resto, non ha valore di confessione l'ammissione che un determinato evento dannoso sia ascrivibile alla propria colpa, trattandosi semplicemente di un giudizio, a formare il quale concorrono ragioni di ordine giuridico, cfr. Cass. 16 mar...

non ha valore di confessione l'ammissione che un determinato evento dannoso sia ascrivibie alla propria colpa in tema di art. 2054 c.c.

Cassazione Sezione III 3 marzo 2009, n.5057 - (402) Assicurazioni,circolazione stradale,concorso di colpa, interrogatorio,valore delle dichiarazioni fonte: http://www.unarca.it/Portals/0/cass%20civ.pdf "doveva essere affermata la presunzione di eguale concorso di colpa dei due conducenti ai sensi dell’ art, 2054 c.c., essendo irrilevante la mancata risposta del N. all'interrogatorio formale deferitogli, considerato che la legge consente di desumere solo elementi indiziari dalla mancata risposta della parte all'interrogatorio e che, nel caso di specie, le circostanze sulle quale l'interrogatorio avrebbe dovuto essere reso dal M. non erano affatto rilevanti, al fini dell'accertamento delle modalita' concrete del sinistro Del resto, non ha valore di confessione l'ammissione che un determinato evento dannoso sia ascrivibile alla propria colpa, trattandosi semplicemente di un giudizio, a formare il quale concorrono ragioni di ordine giuridico, cfr. Cass. 16 mar...

NEWS DALLA SUPREMA CORTE

Diritto penale del lavoro: portata delle prescrizioni di normative ed art. 23 Cost. IN PARTICOLARE: IRRILEVANZA D VIOLAZIONI PURAMENTE FORMALI ED OBBLIGO DI LEALE COLLABORAZIONE DELLE AUTORITA' PREPOSTE ALL'ACCERTAMENTO SENTENZA N. 12483 UD. 8 GENNAIO 2009 - DEPOSITO DEL 20 MARZO 2009 LAVORO (DIRITTO PENALE) – PROCEDURA DI DEFINIZIONE EX D.LGS. N. 758 DEL 1994 - PRESCRIZIONI DELL'ORGANO DI VIGILANZA - ONERE DEL CONTRAVVENTORE DI COMUNICARE L'AVVENUTO ADEMPIMENTO - ESCLUSIONE Con la decisione in esame - in una fattispecie nella quale il giudice di merito aveva dichiarato l’imputato colpevole di una contravvenzione antinfortunistica, per la quale era stata esperita la procedura di definizione ex D.Lgs. n. 758 del 1994, non perché avesse accertato il mancato adempimento delle prescrizioni imposte dall’organo di vigilanza ovvero il mancato pagamento dell’oblazione nel termine di legge, ma semplicemente per la tardiva comunicazione al predetto organo dell’avvenuto adempimen...

NEWS DALLA SUPREMA CORTE

Diritto penale del lavoro: portata delle prescrizioni di normative ed art. 23 Cost. IN PARTICOLARE: IRRILEVANZA D VIOLAZIONI PURAMENTE FORMALI ED OBBLIGO DI LEALE COLLABORAZIONE DELLE AUTORITA' PREPOSTE ALL'ACCERTAMENTO SENTENZA N. 12483 UD. 8 GENNAIO 2009 - DEPOSITO DEL 20 MARZO 2009 LAVORO (DIRITTO PENALE) – PROCEDURA DI DEFINIZIONE EX D.LGS. N. 758 DEL 1994 - PRESCRIZIONI DELL'ORGANO DI VIGILANZA - ONERE DEL CONTRAVVENTORE DI COMUNICARE L'AVVENUTO ADEMPIMENTO - ESCLUSIONE Con la decisione in esame - in una fattispecie nella quale il giudice di merito aveva dichiarato l’imputato colpevole di una contravvenzione antinfortunistica, per la quale era stata esperita la procedura di definizione ex D.Lgs. n. 758 del 1994, non perché avesse accertato il mancato adempimento delle prescrizioni imposte dall’organo di vigilanza ovvero il mancato pagamento dell’oblazione nel termine di legge, ma semplicemente per la tardiva comunicazione al predetto organo dell’avvenuto adempimen...

Giurisdizione tributaria: quid iuris per gli atti non riompresi nell'alenco di cui all'art. 19 del D.lgs. 546/92?

I limiti esterni della giurisdizione del gidice tributario e gli avvisi di verifica fonti: http://www.studiolegalelaw.it/consulenza-legale/8961 http://www.alphaice.com/giurisprudenza/?id=7802 "Nella stessa sentenza, inoltre, si è precisato che “tale principio… non può mai comportare una doppia tutela (dinanzi al giudice amministrativo e a quello ordinario o tributario) nei confronti di atti impostivi o di atti del procedimento impositivo. Quest’ultimo corollario, nel caso, riveste natura decisiva del punto in esame non essendo dubitabile (né essendo stato dubitato del) la sussistenza, in capo al contribuente, del potere di contestare innanzi agli organi di giustizia tributaria la legittimità anche degli “ordini di verifica” de quibus in quanto atti prodromici del provvedimento impositivo eventualmente adottato all’esito di quanto emerso da quella verifica." Svolgimento del processo Con ricorso notificato il 17 gennaio 2007 alla Direzione Regionale per la Campania dell’Agenzia...