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Zone Traffico Limitato:il Consiglio id Stato dà ragione al Comune di Roma

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Roma sulle ZTL Consiglio di Stato , sez. V, decisione 13.02.2009 n° 825 ( Alfredo Matranga ) in www.altalex.com Con la sentenza n. 825/2009 il CdS ha ribaltato la decisione con cui il TAR Lazio aveva accolto il ricorso proposto da un cittadino avverso il provvedimento con cui il comune di Roma, all'esito di accurata istruttoria, e nel quadro di una più ampia manovra volta a ridurre gli effetti nocivi del traffico veicolare all'interno del centro storico, aveva rimodulato il sistema tariffario relativo al rilascio dei permessi di accesso alle zone a traffico limitato individuate nel centro abitato, prevedendo che: a) ad ogni permesso di accesso, di qualsivoglia categoria, venga abbinata una sola targa; b) i permessi di accesso senza targa sono vietati; c) per ogni nucleo familiare residente nel centro, si possono rilasciare non più di tre permessi di accesso, con tariffe e durata variamente modulate; d) in favore dei residenti, il...

Zone Traffico Limitato:il Consiglio id Stato dà ragione al Comune di Roma

Il Consiglio di Stato dà ragione al Comune di Roma sulle ZTL Consiglio di Stato , sez. V, decisione 13.02.2009 n° 825 ( Alfredo Matranga ) in www.altalex.com Con la sentenza n. 825/2009 il CdS ha ribaltato la decisione con cui il TAR Lazio aveva accolto il ricorso proposto da un cittadino avverso il provvedimento con cui il comune di Roma, all'esito di accurata istruttoria, e nel quadro di una più ampia manovra volta a ridurre gli effetti nocivi del traffico veicolare all'interno del centro storico, aveva rimodulato il sistema tariffario relativo al rilascio dei permessi di accesso alle zone a traffico limitato individuate nel centro abitato, prevedendo che: a) ad ogni permesso di accesso, di qualsivoglia categoria, venga abbinata una sola targa; b) i permessi di accesso senza targa sono vietati; c) per ogni nucleo familiare residente nel centro, si possono rilasciare non più di tre permessi di accesso, con tariffe e durata variamente modulate; d) in favore dei residenti, il...

L'istanza di Condono Edilizio ed i documenti necessari

Condono edilizio: integrazione e mancata presentazione dei documenti TAR Puglia-Bari, sez. III, sentenza 17.12.2008 n° 2897 ( Alessandro Del Dotto ) in www.altalex.com In materia di integrazione documentale l'art. 39, comma 4, della legge 724/1994 (“2° condono edilizio”) ha disposto che la mancata presentazione dei documenti, previsti per legge come obbligatori, entro tre mesi dalla espressa richiesta di integrazione notificata dal Comune, comporta l'improcedibilità della domanda e il conseguente diniego del condono per carenza documentale. La questione della documentazione da presentare a corredo della domanda di condono è particolarmente delicata, in quanto si tratta di contemperare l'esigenza di identificare l'opera ai fini del rilascio del titolo di sanatoria, con quella di evitare che attraverso la reiterata richiesta di atti istruttori da parte dell'amministrazione comunale, l'istanza resti troppo tempo senza risposta. Il titolo abilitativo in sanatoria ...

L'istanza di Condono Edilizio ed i documenti necessari

Condono edilizio: integrazione e mancata presentazione dei documenti TAR Puglia-Bari, sez. III, sentenza 17.12.2008 n° 2897 ( Alessandro Del Dotto ) in www.altalex.com In materia di integrazione documentale l'art. 39, comma 4, della legge 724/1994 (“2° condono edilizio”) ha disposto che la mancata presentazione dei documenti, previsti per legge come obbligatori, entro tre mesi dalla espressa richiesta di integrazione notificata dal Comune, comporta l'improcedibilità della domanda e il conseguente diniego del condono per carenza documentale. La questione della documentazione da presentare a corredo della domanda di condono è particolarmente delicata, in quanto si tratta di contemperare l'esigenza di identificare l'opera ai fini del rilascio del titolo di sanatoria, con quella di evitare che attraverso la reiterata richiesta di atti istruttori da parte dell'amministrazione comunale, l'istanza resti troppo tempo senza risposta. Il titolo abilitativo in sanatoria ...

News dalla Suprema Corte

www.cortedicassazione.it SENTENZA N. 10752 UD. 18 FEBBRAIO 2009 - DEPOSITO DEL 11 MARZO 2009 STRANIERI - ESPULSIONE COME MISURA ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE - DIRITTO DELLO STRANIERO ALL'ESPULSIONE - SUSSISTENZA L'espulsione dello straniero prevista dall'art. 16 comma quinto del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 costituisce un'atipica misura alternativa alla detenzione, che forma oggetto di un diritto dello straniero, qualora costui si trovi nella condizioni previste dalla legge per poterne usufruire. Resta escluso ogni potere discrezionale del giudice di merito circa la sua concedibilità, ed al pubblico ministero non è conferito il potere di rilasciare il nulla osta all’emissione del relativo provvedimento. Sentenza n. 10752 del 18 febbraio 2009 – depositata l’11 marzo 2009 (Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Barbarisi)

News dalla Suprema Corte

www.cortedicassazione.it SENTENZA N. 10752 UD. 18 FEBBRAIO 2009 - DEPOSITO DEL 11 MARZO 2009 STRANIERI - ESPULSIONE COME MISURA ALTERNATIVA ALLA DETENZIONE - DIRITTO DELLO STRANIERO ALL'ESPULSIONE - SUSSISTENZA L'espulsione dello straniero prevista dall'art. 16 comma quinto del D.Lgs. 25 luglio 1998, n. 286 costituisce un'atipica misura alternativa alla detenzione, che forma oggetto di un diritto dello straniero, qualora costui si trovi nella condizioni previste dalla legge per poterne usufruire. Resta escluso ogni potere discrezionale del giudice di merito circa la sua concedibilità, ed al pubblico ministero non è conferito il potere di rilasciare il nulla osta all’emissione del relativo provvedimento. Sentenza n. 10752 del 18 febbraio 2009 – depositata l’11 marzo 2009 (Sezione Prima Penale, Presidente S. Chieffi, Relatore M. Barbarisi)

In caso di doppia residenza fiscale prevale il luogo ove sono rinvenubili i legami personali

"Nel caso in cui una persona fisica abbia la residenza fiscale in due Stati membri della UE, in quanto in entrambi sia individuabile il centro degli interessi vitali, inteso come il luogo con il quale si ha un più stretto collegamento sotto l’aspetto degli interessi personali e patrimoniali, il problema della doppia residenza fiscale deve essere risolto attribuendola allo Stato in cui sono rinvenibili i legami personali." Fatto e Diritto Premesso che P.A. ha proposto ricorso per Cassazione nei confronti dell’Agenzia delle Entrate ed avverso l’indicata sentenza della CTR del Veneto; che l’Agenzia si è costituita con controricorso; che, ricorrendo i presupposti per la trattazione in Camera di consiglio a sensi dell’art. 375 c.p.c., sono state acquisite le conclusioni del P.M., che ha chiesto rimettersi la causa alla pubblica udienza; che nella Camera di consiglio odierna il ricorso è stato deciso. La sentenza impugnata in relazione alla impugnazione di avvisi di accertamento...