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Ancora sull'anatocismo: onere della prova e determinatezza del credito

Anatocismo, onere probatorio ed indeterminatezza del credito bancario Tribunale Catania, sez. IV civile, sentenza 01.06.2008 Banca - anatocismo - onere probatorio - indeterminatezza del credito bancario [TU n. 385/1993] In forza del disposto, di cui all’art. 119 TU n. 385/1993, la banca può sì ritenersi legittimata a non conservare per oltre un decennio la documentazione legata al conto, ma non a pretendere, ove abbia provveduto alla distruzione della documentazione precedente al decennio, di essere per ciò solo esonerata dagli ordinari impegni probatori, ogni qual volta intenda fondare la propria pretesa su situazioni sostanziali destinate a trovare riscontro proprio nella documentazione distrutta. In mancanza di documentazione bancaria probatoria, il credito della banca resta indeterminato sia nell'an (giacché nulla esclude che la rideterminazione dei saldi secondo le correzioni imposte dalla presente statuizione volta che si prendano le mosse dalla data di instaurazione del rap...

Ancora sull'anatocismo: onere della prova e determinatezza del credito

Anatocismo, onere probatorio ed indeterminatezza del credito bancario Tribunale Catania, sez. IV civile, sentenza 01.06.2008 Banca - anatocismo - onere probatorio - indeterminatezza del credito bancario [TU n. 385/1993] In forza del disposto, di cui all’art. 119 TU n. 385/1993, la banca può sì ritenersi legittimata a non conservare per oltre un decennio la documentazione legata al conto, ma non a pretendere, ove abbia provveduto alla distruzione della documentazione precedente al decennio, di essere per ciò solo esonerata dagli ordinari impegni probatori, ogni qual volta intenda fondare la propria pretesa su situazioni sostanziali destinate a trovare riscontro proprio nella documentazione distrutta. In mancanza di documentazione bancaria probatoria, il credito della banca resta indeterminato sia nell'an (giacché nulla esclude che la rideterminazione dei saldi secondo le correzioni imposte dalla presente statuizione volta che si prendano le mosse dalla data di instaurazione del rap...

Illegittimià degli incarici conferiti al dipendente con procedura interna con criteri di remunerazione previsti per i consulenti esterni

Appalti pubblici, incarichi di progettazione e direzione dei lavori, consulenti esterni Consiglio di Stato , sez. VI, decisione 22.10.2008 n° 5175 Appalti pubblici - incarichi di progettazione e direzione dei lavori - consulenti esterni - dipendenti ufficio tecnico del Comune - procedure di affidamento - criteri di remunerazione - differente regime [art. 17, L. 109/1994 ] In tema di appalti pubblici, gli incarichi di progettazione e direzione dei lavori possono essere conferiti dalle stazioni appaltanti sia a dipendenti sia a professionisti esterni, secondo un regime diverso quanto ai meccanismi di affidamento e di remunerazione. Ne deriva l'illegittimita dell'incarico conferito al dipendente con procedura di affidamento interna, ma secondo i criteri di remunerazione previsti per i consulenti esterni. (Fonte: Altalex Massimario 41/2008 . Cfr. nota di Alessandro Del Dotto e nota su Altalex Mese - Schede di Giurisprudenza ) Consiglio di Stato Sezione VI Decisione 1 luglio - 22...

Illegittimià degli incarici conferiti al dipendente con procedura interna con criteri di remunerazione previsti per i consulenti esterni

Appalti pubblici, incarichi di progettazione e direzione dei lavori, consulenti esterni Consiglio di Stato , sez. VI, decisione 22.10.2008 n° 5175 Appalti pubblici - incarichi di progettazione e direzione dei lavori - consulenti esterni - dipendenti ufficio tecnico del Comune - procedure di affidamento - criteri di remunerazione - differente regime [art. 17, L. 109/1994 ] In tema di appalti pubblici, gli incarichi di progettazione e direzione dei lavori possono essere conferiti dalle stazioni appaltanti sia a dipendenti sia a professionisti esterni, secondo un regime diverso quanto ai meccanismi di affidamento e di remunerazione. Ne deriva l'illegittimita dell'incarico conferito al dipendente con procedura di affidamento interna, ma secondo i criteri di remunerazione previsti per i consulenti esterni. (Fonte: Altalex Massimario 41/2008 . Cfr. nota di Alessandro Del Dotto e nota su Altalex Mese - Schede di Giurisprudenza ) Consiglio di Stato Sezione VI Decisione 1 luglio - 22...

Colpa in vigilando, casus fortuitus et causalis nexus

Cassazione civile sez. III 30 ottobre 2008 n. 26051 - (884) Condominio,risarcimento danni,parti comuni,allagamento,immobili,civile Fonte del testo e della sintesi: avv. Gallucci, http://www.civile.it/condominio "Il condominio, quale custode dei beni e servizi comuni, è responsabile dei danni cagionati alle porzioni di proprietà esclusiva andando esente da responsabilità solo in presenza di un caso fortuito. Non può essere considerato tale il vizio di costruzione. Tale circostanza consente di chiamare in causa anche il costruttore ma non esime il condominio dalle proprie colpe. " LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VITTORIA Paolo - Presidente - Dott. TALEVI Alberto - Consigliere - Dott. VIVALDI Roberta - Consigliere - Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere - Dott. D'AMICO Paolo - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: (…), in persona del legale rappresentante pro tem...

Colpa in vigilando, casus fortuitus et causalis nexus

Cassazione civile sez. III 30 ottobre 2008 n. 26051 - (884) Condominio,risarcimento danni,parti comuni,allagamento,immobili,civile Fonte del testo e della sintesi: avv. Gallucci, http://www.civile.it/condominio "Il condominio, quale custode dei beni e servizi comuni, è responsabile dei danni cagionati alle porzioni di proprietà esclusiva andando esente da responsabilità solo in presenza di un caso fortuito. Non può essere considerato tale il vizio di costruzione. Tale circostanza consente di chiamare in causa anche il costruttore ma non esime il condominio dalle proprie colpe. " LA CORTE SUPREMA DI CASSAZIONE SEZIONE TERZA CIVILE Composta dagli Ill.mi Sigg.ri Magistrati: Dott. VITTORIA Paolo - Presidente - Dott. TALEVI Alberto - Consigliere - Dott. VIVALDI Roberta - Consigliere - Dott. TRAVAGLINO Giacomo - Consigliere - Dott. D'AMICO Paolo - rel. Consigliere - ha pronunciato la seguente: sentenza sul ricorso proposto da: (…), in persona del legale rappresentante pro tem...

cassazione Sezioni Unite del 14 gennaio 2009 n. 533: Dopo la risoluzione non più il recesso

Caparra confirmatoria, risoluzione, risarcimento, recesso martedì 27 gennaio 2009 Cassazione, Sezioni Unite, sentenza n. 553 del 14 gennaio 2009 Contratti PRELIMINARE DI VENDITA – CAPARRA CONFIRMATORIA . Proposta la domanda di risoluzione e risarcimento integrale del danno, non può ritenersi consentita la trasformazione in domanda di recesso con ritenzione di caparra . QUESTIONI: RELAZIONE DI ACCESSORIETA’, COMPLEMENTARIETA’, (IN)DIPENDENZA, INTERCORRENTE TRA LE AZIONI RISOLUTORIO/RISARCITORIA E LE AZIONI RECESSO/RITENZIONE DELLA CAPARRA – RAPPORTI TRA AZIONE DI RISOLUZIONE E AZIONE DI RECESSO – RAPPORTI TRA RISOLUZIONE EX LEGE, RINUNCIA ALL’EFFETTO RISOLUTORIO (IN IPOTESI DI DIFFIDA AD ADEMPIERE E SUCCESSIVA “RITRATTAZIONE” DOPO L’INUTILE DECORSO DEL TERMINE), RECESSO – RAPPORTI TRA AZIONE DI RISARCIMENTO INTEGRALE E AZIONE VOLTA ALLA RITENZIONE DELLA CAPARRA – PROPONIBILITA’ DELL’AZIONE DI RITENZIONE DELLA CAPARRA IN ASSENZA DI AZIONE RISARCITORIA, A PRESCINDERE DAL RIMEDIO CADUCA...